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Sinnedoche
La sinnedoche (dal greco synekdochè, ricevo insieme) consiste nell’indicare una cosa o un’entità astratta attraverso una nozione che stia con essa in un rapporto di ordine quantitativo. Sono sineddochi generalizzanti, o di spazio maggiore (corrispondenti al locus a maiore ad minus, dal più al meno), quelle che conferiscono al discorso un andamento astratto e universalizzante, che aspirano al valore generalizzante della massima e consistono nel nominare:
1. il genere per indicare la specie (ad es. i mortali per gli uomini, l’astro per il sole);
2. il tutto per indicare la parte (ad es. occhi verdi per iridi verdi, l’America per gli Stati Uniti d’America);
3. il plurale per il singolare (ad es. il noi pluralis maiestatis);
4. il prodotto finito attraverso la materia grezza di cui è fatto (ad es. una tela per un dipinto su tela, il ferro per la spada).
Le sineddochi particolarizzanti, o di spazio minore (corrispondenti al locus a minore ad maius, dal meno al più), sono le più diffuse e consistono nel nominare:
1. il nome della specie per il genere (ad es. pane per nutrimento, i senegalesi per gli immigrati);
2. il singolare per il plurale (ad es. il nemico per i nemici, l’italiano per gli italiani);
3. la parte per il tutto (ad es. a testa per a persona, tetti per case).
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