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Capitolo 8 ./Comunicazione-guerriglia

“La migliore sovversione non consiste forse nel distorcere i codici, anziché nel distruggerli?” (Roland Barthes)

Proposta dal libro Comunicazione-Guerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica all’oppressione di Sonja Brunzels, Luther Blisset e l’autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, la comunicazione-guerriglia è un’azione di sabotaggio dell’ordine che domina una società contemporanea eterodiretta.
Il punto di partenza è l’insoddisfazione per una prassi politica di sinistra chiusa e in crisi e la consapevolezza di quanto risultino obsoleti i progetti politici tradizionali, da cui “è sorta la necessità di sviluppare esperienze politiche adeguate alla situazione contemporanea”.
Lo sniping, l’affermazione sovversiva, il nome multiplo, il fake, il camouflage, il plagio e il collage, lo straniamento e la sovraidentificazione sono alcuni degli strumenti utilizzati come mezzi di azione politica alternativa.
Il risultato a cui si tende è di mettere a nudo l’ideologia dominante e, generando un cortocircuito intellettivo, di spingere lo sguardo altrui ad assumere una posizione di esteriorità e di lucida criticità nei confronti del mondo in cui viviamo.
E’ il tentativo di svelare la strutturazione convenzionale della nostra società in “chi ha diritto di parola” e chi invece è parte di quell’insieme indistinto di individui-ascoltatori (perché quello è il ruolo che è stato assegnato loro), un’organizzazione che Focault ha definito “ordine del discorso”.
L’”ordine del discorso”, secondo il filosofo, non è altro che quell’insieme di regole sociali che sono interiorizzate attraverso il processo di socializzazione primaria e rafforzate, successivamente, in ambiti come quelli di lavoro e degli “istituti totali” (Goffman, Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza). Queste norme costituiscono un modello relazionale per la nostra comunicazione, struttura gerarchica di relazioni di potere, e divengono strumento di autodisciplina e di controllo reciproco.
La comunicazione-guerriglia è il sovvertimento dei codici della comunicazione politica e sociale, nel tentativo di risvegliare individui asserviti a tali modelli della “grammatica culturale” dominante -perpetuata attraverso di essi, ma, paradossalmente, in modo inconsapevole- affinché diventino capaci di comunicare in maniera politicamente efficace.

Grammatica culturale
Comunicazione-guerriglia: principi tecniche e pratiche
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