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Il linguaggio dei numeri

Molte notizie includono diagrammi o grafici statistici che le dotano dell’oggettività che si suole attribuire alla scienza statistica. Anche se a volte questi grafici risultano confusi o poco comprensibili per la loro complessità, ciò non importa molto dato che l’effetto di sicurezza e credibilità non dipende tanto dalla comprensione ma dal suo essere Scienza Statistica. Altre volte la notizia in sé e per sé consiste in dati e cifre, che le fanno acquisire un aspetto incontestabile, categorico, occultando o mascherando la rigorosità dello studio e la sua credibilità. La Statistica è una scienza i cui risultati finali dipendono dal processo di raccolta dei dati e dal modello che viene scelto. In qualsiasi analisi statistica, il fatto di selezionare una popolazione o un’altra, un modello o un altro, cambia in modo significativo i risultati. Pertanto, succede abitualmente che venga invertito il processo di studio, vale a dire partire da alcune conclusioni o risultati finali previamente decisi in funzione degli interessi del periodico o di altre istituzioni, e costruire un modello che li giustifichi. Oltre l’occultazione o il trattamento interessato dei dati, la manipolazione si può dare anche mediante l’interpretazione degli stessi, risaltando gli aspetti positivi di alcuni risultati senza contare i negativi. Per esempio, risaltare la diminuzione della crescita dei morti in incidenti di lavoro è una manovra per dare un aspetto ottimista ad una tremenda realtà, vale a dire, che gli incidenti di lavoro continuano ad aumentare, anche se a minor ritmo. O le trionfalistiche campagne del governo sulla riduzione della disoccupazione, che nasconde che tale risultato si sta ottenendo grazie all’aumento della precarietà del lavoro, al peggioramento delle condizioni di lavoro, e al togliere progressivamente ai lavoratori i loro diritti.

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