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Il modello matematico dell’informazione
Il modello comunicativo che più di ogni altro ha influenzato le prime ricerche sui mass media è quello derivante dalla teoria matematica della comunicazione, o teoria dell’informazione. Secondo questo modello, che ha influenzato anche teorie comunicative come quella di Jakobson, una fonte di informazione emette un messaggio codificato in un segnale per mezzo di un apparato trasmittente. Il segnale viaggia attraverso un canale, lungo cui può essere disturbato da un rumore. Alla fine del canale c’è un apparato ricevente che decodifica il segnale in messaggio, poi ricevuto da un destinatario. L’attenzione dei sostenitori di questa teoria è posta, in particolar modo, sull’eliminazione delle possibili fonti di rumore, sul modo di far passare il massimo dell’informazione con il minimo di distorsione e con la massima economia possibile. Centrale è il concetto di codice, inteso come sistema di regole che attribuisce ai segnali un dato valore. Si parla, in questa teoria, di valore e codice in senso cibernetico, cioè come sistema di organizzazione interna dei segnali e di distribuzione statistica uniforme alla fonte. Per questa teoria, sono rilevanti gli aspetti legati al significante e al livello dell’espressione. Siamo, quindi, lontani dal concetto di codice come insieme strutturato di regole che correla unità di un sistema sintattico con unità di un sistema semantico. La teoria matematica della comunicazione è stata considerata sufficiente per lo più per tutte quelle ricerche sui mass media che hanno concentrato l’attenzione sugli effetti che i messaggi hanno sui destinatari. I limiti di questa teoria sono:
1. la comunicazione viene intesa solo come passaggio di un contenuto fisso tra due poli, emittente e ricevente;
2. la codifica e la decodifica sono viste come operazioni inverse ma non problematiche, in quanto il codice è supposto comune a emittente e destinatario;
3. il problema della significazione non viene considerato nelle dinamiche che si instaurano tra emittente e destinatario.
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