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Informazione-fulmine. Notizie che appaiono e scompaiono

È un fenomeno comune nel panorama informativo la repentina apparizione di numerose notizie relazionate con uno stesso argomento o con certi fatti, anche se questi esistevano già molto tempo prima e non erano mai stati riportati come notizia. Durante un certo periodo di tempo, il pubblico è bombardato da tutti i media con notizie, reportage, interviste relative ad un certo argomento, passando in primo piano nell’attualità informativa. Quando all’improvviso inizia a diminuire il flusso di notizie ad esso relativo, l’argomento sparisce completamente, anche se la situazione in causa non è ancora finita o non è ancora stata risolta. Si capisce che, in molti casi, questo fenomeno non è casuale, ma risponde agli interessi del mezzo informativo o delle fonti informative non rese pubbliche, spesso difficili da verificare. Come nel caso dell’informazione falsa, nelle informazioni-fulmine risulta spesso ugualmente complicato distinguere se la causa della loro comparsa è direttamente attribuibile allo stesso mezzo di comunicazione o procede dalle loro fonti di informazione, che utilizzano il mezzo come diffusore. Come sappiamo, le principali fonti di informazione dei media, a parte i giornalisti, sono le agenzie di stampa internazionali, anche aziende multinazionali, e i dipartimenti di stampa o di pubbliche relazioni di istituzioni statali e delle grandi imprese. Quando una istituzione o un’impresa è molto interessata nel rendere pubblici certi fatti secondo il suo punto di vista, gli basta nutrire i media con informazione di gran qualità ed interesse perché questi abbiano un’eco. La propagazione di notizie fulmine da parte di tutti i media non sempre vuol dire che tutti abbiano gli identici interessi. Spesso viene dato ciò che potremmo denominare “contagio dell’attualità”: se uno o più media concedono molta attenzione ad un fatto, riuscendo ad attrarre l’attenzione del pubblico, il resto dei media dovranno informare ugualmente dello stesso per non restare indietro e perdere la capacità di offrire attualità. Pertanto, la propagazione spesso si deve a ragioni commerciali e di competitività informativa. Una volta che la diffusione massiccia di un fatto abbia soddisfatto gli interessi occulti a cui si doveva la sua comparsa, ad esempio togliere prestigio o persino far cadere un governo, scatenare una guerra o altro, l’informazione corrispondente suole sparire con la stessa rapidità con la quale è apparsa, anche se la situazione o i fatti ancora non si sono risolti. In altri casi, la sparizione si deve semplicemente ad un fenomeno di saturazione del pubblico, stufo di ascoltare o leggere sempre la stessa informazione relativa allo stesso argomento. Così, anche argomenti tremendamente drammatici, come la violenza contro le donne, le mattanze in Algeria, gli incidenti di lavoro, finiscono per banalizzarsi e si convertono in una parte in più del paesaggio informativo quotidiano, e smettono di avere rilevanza o interesse per il pubblico. In tal caso, il media tende a farle sparire, anche se la realtà sulla quale si informa non sparisce, almeno per un periodo di tempo.

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