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L’inventio
L’inventio è la prima fase nella costruzione di un buon discorso retorico, quella che insegna le strategie per trovare i buoni argomenti, che cataloga le possibili forme del contenuto. Secondo Chaïm Perelman, l’inventio risponde delle nostre scelte morali: è un insieme di strategie utili per pensare e per rendere visibile, a chi da solo non riesce a vederla, la logica interna delle cose. In un certo senso, la retorica rappresenta una sorta di potere che si esercita sul mondo per mezzo del linguaggio: cosa dire, infatti, equivale a come agire. L’inventio (dal latino invenire, trovare), riguarda la ricerca, per mezzo della topica, degli argomenti più idonei a rendere, in un’esposizione, attendibile una tesi. Per tal fine, bisogna innanzitutto costruire la probatio, ovvero l’apparato delle prove a sostegno della nostra argomentazione. Queste, a loro volta, si distinguono in due categorie:
1. le prove tecniche (o entèchnoi, dentro l’arte), cioè quelle rilevabili attraverso l’applicazione al tema in discussione della tecnica retorica, pezzi già pronti da ricucire all’occorrenza, considerando l’inventio come un inventario di temi, o modelli formali, ancora vuoti di sostanza, da far interagire con la materia del discorso, in modo da plasmarla in contenuto. Le prove tecniche possono essere:
• le prove di fatto, controvertibili o incontrovertibili. Tra le prime i segni, che mancano appunto dell’univocità, fatti interpretabili in più modi (ad es. avere una camicia sporca di sangue non vuol dire necessariamente aver ucciso); tra le seconde, gli indizi (ad es. il fumo è indizio certo della presenza di fuoco);
• l’exemplum, che è un’argomento di tipo analogico, una storia con la quale si raccontano fatti legati al soggetto per via induttiva. Può essere un fatto reale o immaginario, un aneddoto, una similitudine, il detto o l’operato di un personaggio esemplare o noto;
• gli argomenti probanti, il cui modello fondamentale è l’entimema, un sillogismo retorico le cui premesse, differentemente dal sillogismo scientifico, appartengono all’ordine della verosomiglianza: l’entimema è fondato su procedure deduttive e abduttive, rivolte ad un pubblico in grado di seguire catene concettuali astratte.
2. le prove extratecniche (o atèchnoi, senza l’arte), cioè quelle offerte dai fatti, che basta prelevare dall’ordine del reale e inserire nell’ordine del discorso. Prove extratecniche sono:
• voci pubbliche;
• contratti già stipulati;
• sentenze giuridiche registrate in passato su casi analoghi;
• confessioni estorte sotto tortura;
• giuramenti;
• testimonianze (o citazioni letterarie funzionanti come argomenti fondati sul principio di autorità).
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