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Mailbombing
Anche il mailbombing può essere considerato un attacco fisico, se ne consideriamo soltanto gli effetti. In questo caso, ingenti quantità di lettere elettroniche recanti corposi attachment-files possono ottenere l’effetto di intasare e bloccare i mail servers. Il mailbombing è diverso dal mass-mailing, ma la distinzione tra i due non è netta, a meno che non si introduca il concetto di automazione della protesta e del carattere individuale di essa. Siccome il mass mailing, in genere, viene fatto da molte persone contemporaneamente, la capacità di intasare i server è proporzionale alla quantità di banda disponibile, al numero di partecipanti e al tempo che ciascuno gli dedica, e difficilmente produce un blocco delle attività del bersaglio; il mailbombing, invece, viene effettuato attraverso dei software che automatizzano la procedura della spedizione, si appoggiano a dei computer zombies e, con un solo clic, permettono di spedire centinaia o migliaia di mail, in forma anonima, se transitano attraverso un sito sicuro, o riportando le indicazioni di un mittente credibile, ma che non l’ha mai spedita, in modo da indurre attenzione per la email.
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