Visualizza Pervasività sociale dei media
Pervasività sociale dei media
Una delle principali caratteristiche dell’età delle comunicazioni di massa è che noi siamo sempre più in contatto con rappresentazioni mediate di un complesso mondo fisico e sociale e non soltanto con le caratteristiche oggettive del nostro ristretto ambiente personale. La società mediale ha conosciuto in questi anni due grandi trasformazioni: un continuo aumento dell’offerta, una sorta di alluvione comunicazionale, e un vasto e profondo mutamento dei valori di riferimento e delle tematiche di maggiore interesse e significato collettivo. Le conoscenze che noi tutti condividiamo sulla realtà del mondo hanno spesso un’origine mediale. In questo senso è corretto, quindi, riconoscere ai media una forte pervasività nella nostra esperienza soggettiva e nelle immagini che possediamo del mondo. Il fatto che molto spesso i media rappresentano l’unica fonte informativa a cui gli individui possono accedere rispetto a certi aspetti della realtà, genera una significativa dipendenza, soprattutto relativamente alle idee e alle immagini che gli individui stessi possono farsi di molti aspetti della realtà. I mezzi di comunicazione di massa influenzano le modalità attraverso cui gli individui e i gruppi umani attribuiscono significati alla realtà. Un primo macroscopico effetto dei media riguarda le dinamiche di diffusione e circolazione della conoscenza: i media hanno una capacità praticamente infinita di replicare le rappresentazioni mentali e culturali. Si aggiunga, inoltre, che sulla diffusione agisce anche l’autoreferenzialità dei mass media, cioè la tendenza che i mezzi hanno di riprendere i contenuti già trattati da altri mezzi. Gli esiti dei processi di amplificazione di una notizia messi in atto dai mass media possono avere effetti estremamente rilevanti sul piano delle rappresentazioni sociali e della cultura presente in un certo contesto. I criteri di notiziabilità e di costruzione delle notizie, in certi casi, possono sotto-rappresentare o, viceversa, enfatizzare dei fenomeni. Nel caso delle sotto-rappresentazioni possiamo parlare di un’area oscura, ciò che non viene detto, della conoscenza sociale. I contenuti della conoscenza sociale oggettivati in rappresentazioni pubblicate attraverso i media, costituiscono una parte significativa delle protesi cognitive che quotidianamente utilizziamo per dare senso alla realtà e orientarci nella vita sociale. Le storie dei media, nella loro doppia capacità di coinvolgerci emotivamente e di essere per certi aspetti percepite, più o meno coscientemente, come riproduzioni attendibili della realtà, finiscono in questo modo per diventare gli strumenti stessi della nostra conoscenza, i riferimenti rispetto a cui confrontare le nostre esperienze. La costruzione del sé dipende dalla esperienze del passato e dai ricordi che ne rappresentano i momenti rilevanti. Ma in una società in cui i media hanno una fondamentale importanza, nella memoria si infilano anche scene, personaggi e soprattutto suggestioni che provengono dal non-conscio dell’immaginario mediale. Frammenti di esperienze di consumo, cose viste, lette, sentite, vanno a mescolarsi con quelle che si sono vissute realmente. Il sé è sempre più, in buona misura, un sé mediale. Il sociologo Marino Livolsi ha proposto la seguente tipologia del materiale che più facilmente tende a entrare nella memoria individuale mediale:
1. frammenti ad alta componente soggettiva: sono momenti che coinvolgono in modo particolare una certa persona, portandola ad avere un improvviso e sensibile aumento dell’attenzione e facendole provare forti emozioni. Lo spettatore ha un immediato coinvolgimento di tipo empatico che trasforma un consumo distratto in un’esperienza forte, i cui contenuti vengono soggettivamente rielaborati e trasferiti nella sua memoria;
2. contenuti mediali ricorrenti: brevi sequenze (radio e tv) o frasi (stampa) che rimandano subito a qualche ministoria, ovvero a piccole storie mediali già viste in precedenza;
3. gli eventi mediali: i grandi eventi ripresi dai media che raccolgono un enorme pubblico che attribuisce a ciò che vede un forte valore simbolico (ad es. la morte di lady Diana, il concerto di capodanno di Vienna, l’attacco alle torri gemelle).
Le grandi cerimonie dei media sono anche un esempio del modo in cui uno stesso avvenimento viene ripreso ed esaltato dai media più diversi. Di solito la tv domina la scena, gli altri media svolgono una funzione di coro. Accade così che i giornali anticipano e poi commentano l’evento, la radio lo segue in diretta; successivamente, ne vengono scritti libri, canzoni e altro (effetto tam-tam). Due significative caratteristiche dei media sono:
1. la rappresentazione del mondo e della società data dai media tende, progressivamente, a spostarsi verso quella che altrove si è definita la società verosimile e felice del quasi-reale, quella rappresentata dalla fiction televisiva e cinematografica;
2. la quasi-realtà mediale non è messa in discussione dagli altri media. Avviene così una fusione fra questi due generi, tra contenuti della realtà e della fiction (ad es. tra informazione e spettacolo).
L’attore sociale che vive in questo contesto tende di solito ad appiattirsi sulla figura dell’attore mediale. La vita vera e la rappresentazione della realtà offerta dai media tendono a confondersi inestricabilmente. Le suggestioni mediali, per quanto forti, non esauriscono l’identità complessiva dell’attore sociale. Questo ha sicuramente altre conoscenze e appartenenze. Il sociale comunque esiste e non cessa di influire nella costruzione dell’identità individuale. Così, accanto alle esperienze virtuali, si devono considerare anche quelle che l’attore sperimenta per il fatto di occupare un certo ruolo in un certo contesto sociale e culturale. Non solo, quindi, l’identità personale è in continua riorganizzazione per le molteplici e diverse sollecitazioni, ma per l’individuo è ancor più difficile stabilire duraturi modelli di identificazione con ben definiti gruppi sociali. L’attore sociale, nella società post-moderna, è stato paragonato a un pellegrino che, nel suo lungo viaggio, tocca molti luoghi alla ricerca di una meta che dia un senso definitivo al suo vagabondare, alle sue scelte e al suo modo di costruirsi.
Ritorna a Teorie sociologiche degli effetti dei media sulla società
Ritorna a Capitolo 4 Media e media tattici