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Pratiche
La comunicazione guerriglia può essere esercitata mediante diverse pratiche.
1. Una prima pratica possibile è quella definita sniping e posta in essere dagli snipers, franchi tiratori semiotici. I loro attacchi non avvengono con armi da fuoco o congegni di puntamento, bensì con bombolette spray; la loro specialità è un insidioso e inosservato inserimento di segni e simboli nello spazio pubblico. Essi cambiano, commentano, correggono o spiegano i contenuti spesso inespressi di manifesti, monumenti, insegne e simili o détournano muri e facciate di edifici, apparentemente privi di contenuto ,per mezzo dei graffiti: la maggior parte degli attacchi degli sniper sono interventi illeciti nella proprietà privata.
2. I cartelloni pubblicitari (billboards) e i manifesti sono gli obiettivi preferiti dei franchi tiratori semiotici. Il billboard banditry si rivolge in primo luogo, contro la pubblicità commerciale, in secondo luogo contro i manifesti elettorali. I billboard bandits utilizzano la forza espressiva dei testi o delle immagini dei manifesti pubblicitari e cercano di rivoltarli, completandoli o apportandovi modifiche: attraverso l’aggiunta o l’omissione di caratteri o parole, il contenuto dei messaggi può essere completamente stravolto. L’aggiunta di immagini o simboli dovrebbero straniare o ridicolizzare il senso del messaggio di un manifesto o di un monumento. Con l’utilizzo delle nuvolette, tipiche della tecnica fumettistica, si possono produrre nuovi e spesso sorprendenti nessi: questa è una delle pratiche più frequentemente utilizzate dai situazionisti. L’aggiunta serve spesso semplicemente alla diffusione di alcuni messaggi. Esperti di billboards bandits consigliano modifiche lievi, poiché un manifesto così modificato ha maggiori possibilità di sopravvivenza e un più forte impatto.
3. Lo sniping, oltre alla correzione di contenuti più o meno espliciti, può mirare all’occupazione simbolica di luoghi che altrimenti avrebbero un carattere eminentemente funzionale, come muri, edifici, segnaletica stradale, treni. Gli sniper sanno, però, che non esiste nessun luogo non-significante. Al contrario, uno spoglio muro di calcestruzzo o un vagone ferroviario verniciato di fresco sono particolarmente carichi di significato. L’occupazione avviene attraverso l’utilizzo di bombolette spray e mascherine o con l’inserimento di adesivi, manifesti, striscioni o bandiere. Consciamente o no, qualunque intervento nello spazio pubblico per mezzo di graffiti parte dal presupposto che quello spazio viene strutturato dall’architettura o da altri elementi, in modo da esprimere fisicamente i rapporti di potere e dominio. L’urbanistica del controllo definisce le possibilità e soprattutto le limitazioni del movimento e della vita al suo interno. I graffiti sfuggono alla concezione che subordina l’organizzazione dello spazio pubblico alla proprietà privata e alla legittimazione burocratica, rendendo così le superfici della città uno spazio pubblico.
4. I monumenti sono un altro bersaglio degli snipers. Essi campeggiano nelle piazze e testimoniano il potere e la possibilità del loro committente di introdurre permanentemente nello spazio pubblico un determinato punto di vista su un evento o su una figura storica. I monumenti non rappresentano la verità storica: essi comunicano l’immagine che, in conformità alle intenzioni dei committenti, gli osservatori dovrebbero farsi di un avvenimento o un personaggio. Allo stesso modo, però, esigono un’attenzione perpetua. Si definisce tutela dei monumenti ogni istituzione che vigila sulla conservazione della forma storica di questi simboli. Gli snipers, con modalità di intervento simbolico differenti, cercano di esprimere un punto di vista diverso da quello del committente del monumento danneggiandolo, modificandolo o straniandolo con aggiunte di contenuto o di colore. I guerriglieri della comunicazione sono interessati principalmente al cambiamento. Non si tratta tanto di distruggere, ma principalmente di straniare e détournare i simboli.
5. La subvertising, nota anche come culture jamming, inceppamento della cultura, è un’importante forma di azione ludica della comunicazione -guerriglia. Il termine subversiting è un gioco di parole incentrato sul verbo to adverise che significa pubblicizzare. Con esso si intende la produzione e la diffusione di contro-pubblicità o parodie di pubblicità. Parallamente, promotion diventa demotion e marketing demarketing. Testi e immagini dell’industria pubblicitaria vengono utilizzati per de-costruire campagne o annunci pubblicitari attraverso lo straniamento. Per quanto riguarda il contenuto, la subvertising cerca di abbruttire o ridicolizzare un prodotto (o anche una posizione politica). La pubblicità del prodotto viene attaccata e détournata, i contenuti spostati e i messaggi originari sminuiti. La subversiting può anche consistere nell’aggiungere alla pubblicità un testo esplicito sull’effetto specifico o gli effetti collaterali di un prodotto. Soprattutto gli articoli di marca e i marchi famosi offrono innumerevoli punti di attacco.
6. Gli atti di sabotaggio e le azioni di comunicazione-guerriglia puntano a ostacolare la vendita delle merci e a risvegliare una coscienza critica nei confronti del consumo. Irrompendo nel tempio del consumo e confondendo le regole, sognano che i consumatori possano d’un tratto chiedersi se devono comprare veramente qualcosa. Essi attingono al pozzo della conoscenza per lasciare senza eco il rosso e immotivato comprami della pubblicità. La maggior parte delle azioni di guerriglia rivolte al consumo, mischiano forme di comunicazione-guerriglia con atti di sabotaggio, si oppongono per lo più alle regole del gioco del consumo come ingranaggio fondamentale del capitalismo. Spesso si tratta di azioni che esortano alla partecipazione, che fanno ai clienti un’offerta immorale: offendi le regole del consumo.
7. L’utilizzo di modelli comportamentali e di convenzioni di abbigliamento tipici del sesso opposto è divenuto, soprattutto negli ambienti omosessuale e lesbico, un importante mezzo di espressione. Qui si è notevolmente sviluppato il gioco con gli stereotipi, inteso non come uno show da palcoscenico, ma come una pratica quotidiana: si delineano effettivamente forme di auto-rappresentazione che confondono, ri(s)combinano e trasferiscono in altri contesti, modelli comportamentali specificamente sessuali basati sull’obbligo dell’eterosessualità. Nonostante alcune difficoltà di realizzazione, il crossdreing si rivela un’importante pratica di comunicazione-guerriglia nel quotidiano, perché mette radicalmente in dubbio idee inconsce e stereotipate, non solo per il pubblico, ma anche per coloro che osano giocarci.
8. Le prime e ancora molto caute storie – slash, ovvero descrizioni di sentimenti omosessuali e outing degli eroi sovraumani delle serie televisive, appaiono nei primi anni Settanta all’interno di una diffusa fan culture sviluppatasi negli Stati Uniti, che ha dato vita a numerosi club e fanzines. I textual poachers davanti alla televisione non leggono il testo principale, tendenzialmente eterosessuale/asessuato, ma il subtesto omoerotico e lo trasformano in nuovi racconti. I textual poachers, con le loro elaborazioni creative, toccano un punto nevralgico e provocano, così, un durevole effetto sulla cultura dei fans e sui concetti di identificazione. Mentre i piccoli trucchi e le pratiche quotidiane del riutilizzo sono difficilmente comprensibili, con i textual poachers si è andata formando una cultura del détournament e dell’elaborazione di temi e personaggi delle serie esplicitamente tangibile. Gli slashes vengono composti e selezionati soprattutto da donne, che elaborano immagini del corpo e della sessualità vista al femminile, trovando nello straniamento della letteratura popolare, così come nell’utilizzo di protagonisti maschili, un linguaggio per le loro idee e fantasie erotiche. Il potenziale utopico di questi testi pornografici sta nel fatto che vengono superate le rappresentazioni reazionarie e sessiste, tipiche dei prodotti tradizionali di questo genere. Al posto del sesso violento, la reciprocità, la sensibilità e la tenerezza divengono elementi centrali della descrizione erotica. Le storie di erotismo omosessuale degli idoli dei telefilm infrangono la norma dell’eroe eterossessuale e sviluppano immagini contrarie alle forme più repressive dell’identità sessuale. Immaginando alternative agli attuali rapporti sessuali, esse rappresentano un contrasto tanto provocante quanto pieno di godimento con immagini di corpi e assegnazioni di ruoli.
9. Il teatro invisibile e l’happening sono forme politiche di intervento che trasformano, nei modi più svariati, lo spazio pubblico in palcoscenico. Entrambi si servono di elementi teatrali ma mentre il teatro invisibile, nella maggior parte dei casi, viene messo in scena di nascosto, gli happening prendono apertamente in prestito elementi come maschere, palcoscenico, oggetti di scena dal patrimonio teatrale. Entrambe le forme partono dal fatto di compiere iniziative nello spazio pubblico, utilizzandolo come spazio di azione. Come nel teatro vero, gli attori recitano ruoli preparati in precedenza. L’obiettivo principale è far diventare il presunto spettatore (l’essere passivo, l’oggetto) protagonista dell’azione, quindi il soggetto dell’evento, libero di agire in modo indipendente. Gli spettatori sono comunque liberi di decidere se vogliono partecipare, e quindi diventare co-attori, oppure no.
10. Un altro possibile modo di contestazione è quello che consiste nel disturbare un’assemblea generale di azionisti. Ci sono buone ragioni per scegliere questo metodo di contestazione:
• in fin dei conti si tratta di un’azione fatta all’interno, in locali confortevoli e riscaldati;
• offre l’insperata possibilità di parlare direttamente a pezzi grossi;
• è l’occasione sognata per metterli alla berlina;
• si corrono pochi rischi di farsi arrestare;
• molto spesso il buffet è ottimo.
Le aziende quotate in borsa sono obbligate a organizzare le assemblee generali degli azionisti per fare il resoconto delle attività e rieleggere la direzione. Questi momenti sono mediatizzati e attirano l’attenzione sull’azienda in questione. I passi necessari da compiere, in questo caso, sono: identificare l’azienda da colpire, informarsi sulle pratiche e mettersi in relazione con i sindacati o gruppi di opinione che criticano l’azienda. Acquistare qualche azione in una banca o attraverso un broker in borsa. Ogni transazione è tassata. E’ meglio acquistare azioni sotto un unico nome per poi ridistribuirle, effettuando una serie di trasferimenti bancari. Dopo aver ricevuto per posta la comunicazione della data dell’assemblea generale e delle riunioni straordinarie, bisogna identificare i luoghi, definire l’azione da svolgere: essa può consistere in un’azione simbolica, di disturbo sonoro, torte in faccia, interventi dalla platea, invettive, testimonianze commoventi, presa del microfono, invasioni. A questo punto tutto è pronto, il momento è arrivato. Bisogna vestirsi elegantemente e non dimenticare di prendere le proprie azioni con i certificati necessari. Dopo essere entrati e dopo un’eventuale perquisizione, bisogna iniziare l’azione. Pensare a contromisure e diversificare gli interventi di veri falsi-azionisti può distendere l’atmosfera e dare maggior peso ad interventi del tipo Non sono d’accordo sulla forma, ma la domanda mi pare pertinente. Dovete risponderci…
11. Il lancio di una torta in faccia a sbalorditi uomini malvagi ha sempre il suo effetto sul pubblico presente ad uno spettacolo. Quest’atto anarchico, contrario alle buone maniere, riduce in zimbelli rispettabili signori. L’umiliazione è perfetta e la gioia maligna enorme. Il lancio di una torta non si limita mai all’atto in sé. Le azioni con le torte devono essere preparate con cura e condotte da un team di almeno quattro persone: oltre un assistente che passa la torta, ci deve essere un cameraman che documenti l’evento. L’operazione torte in faccia non deve mai essere aggressiva: la torta non deve essere lanciata ma piuttosto amorevolmente poggiata sul volto della persona – bersaglio; il piatto deve essere leggero, non deve assolutamente ferire. E’ importante non limitarsi a lanciare la torta, ma colpire il bersaglio, ed è severamente proibito reagire se si viene aggrediti fisicamente.
12. La pratica del buon risveglio ha un potere d’impatto meno forte del lancio di torte in faccia, ma è comunque una azione di comunicazione guerriglia. Trovato l’indirizzo del politico che si intende svegliare, si individuano i luoghi e si fissa l’incontro di buon ora. Si informa la stampa con un comunicato, ma si resta molto vaghi sul bersaglio. Muniti di oggetti per fare rumore, come pentole, fischietti, cornamuse e sveglie, si va sul luogo per svegliare il personaggio politico.
13. L’imbrattamento dell’immagine è una pratica che ricorre sia a tecniche della comunicazione sovversiva (fakes o altro), sia a campagne militanti esplicite. Il danneggiamento mira a compromettere per un certo periodo di tempo la reputazione di una persona, di un gruppo, di un partito, di una città o di un paese e cerca di mandare in frantumi le immagini positive (per lo più costruite a spese di altri) che millantano un mondo sano e bello. Questa pratica è particolarmente efficace se vengono coinvolti soggetti, ad esempio consumatori, abitanti o una giuria, che possono essere influenzati dalla cattiva figura della vittima. Il danneggiamento dell’immagine, in un certo senso, si basa sul rovesciamento del principio di rappresentazione borghese: gruppi non legittimati cercano di sottrarre al potere legittimo la rappresentanza della collettività. Facendo tutto quello che i media volentieri attribuiscono a questi gruppi, quelli che si impiegano nel danneggiare un’immagine dimostrano di saper utilizzare consapevolmente la loro cattiva reputazione. I media vengono, in questo caso, utilizzati strumentalmente: essi non vengono impiegati per presentare un determinato obiettivo politico, ma per la diffusione di una mentalità.
14.Danneggiare un’immagine non è solo limitato all’ambito delle grosse campagne e non funziona unicamente attraverso l’assunzione di identità distruttive. Quando si fa credere che un politico o un personaggio importante, con una mappa culturale reazionaria può condividere mappe culturali totalmente opposte alle sue, si ottengono due risultati: da un lato si presenta all’opinione pubblica un dato tema politico, dall’altro la legge non può punire chi obbliga l’avversario a reagire e lo costringe, per mezzo di un applauso ricevuto dalle persone sbagliate, a una smentita o a una rettifica.
15.Attribuire a qualcuno affermazioni che non hanno mai formulato è un metodo per obbligare a dire cose che altrimenti non direbbero per motivi di convenienza. Danneggiare un’immagine aiuta a produrre, con false affermazioni, eventi veri. Quanto più credibile suona una dichiarazione di sostegno, tanto più grandi sono le sue possibilità di successo. Spesso, nel danneggiamento dell’immagine si gioca con simboli razzisti o altri discriminanti o motti che non solo scioccano, ma possono anche rafforzare delle tendenze sociali e contribuire alla loro ulteriore diffusione.
16.Un’ulteriore forma di disturbo dell’immagine consiste nell’utilizzare consapevolmente simboli, segni o etichette in un contesto negativo o in azioni illegali. In questo caso, l’obiettivo degli attivisti è incanalare la collera degli ignari verso l’avversario, il cui nome è stato sottratto, détournato per l’azione.
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