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Schema di un sistema interattivo della comunicazione
Un sistema di comunicazione è composto da una sorgente che, in base alla sua visione del contesto dipendente dalle sue aspettative, codifica un messaggio scegliendolo tra varie possibilità sue interne (informazione) e poi perturba, ovvero manipola nella forma, il medium che è una parte dell’ambiente o contesto della comunicazione e che ha in comune con un trasmettitore, il quale ricodifica la perturbazione in un medium differente, comune al ricevitore. Nel percorso che va dalla sorgente al destinatario e al di fuori degli apparati di trasmissione e ricezione, l’informazione, compreso il disturbo, è indeterminata. Solo sorgente e destinatario, e gli apparati ricetrasmittenti, possono determinarla al loro interno: i primi in base alle loro aspettative e conoscenze pregresse, che includono la conoscenza del contesto; i secondi grazie agli algoritmi di codifica in loro incorporati. Analogamente per il messaggio, che deriva da un’operazione di eliminazione dell’informazione. Non esiste un processo di comunicazione al di fuori di sorgente e destinatario: esiste solo una perturbazione del medium a loro interposto.
Sistema interattivo della comunicazione
Il medium normalmente viene perturbato da altri eventi (disturbi), cosicché la perturbazione del medium del ricevitore avrà una forma diversa da quella impostagli dal trasmettitore. Se trasmettitore e ricevitore sono macchine allopoietiche banali ben costruite per funzionare in coppia, se il medium è adeguato alle forme e se il disturbo è probabilisticamente prevedibile, è possibile ridurre il disturbo a una quantità piccola a piacere. Il ricevitore ricodificherà il segnale ricevuto in un medium comune al destinatario il quale, in base alla sua visione del contesto, dipendente dalle sue aspettative, decodificherà un messaggio scegliendolo tra varie possibilità sue interne (informazione). Alcuni dei termini citati nella definizione qui sopra necessitano di maggiori chiarimenti per il particolare significato che assumono in questo schema. La perturbazione non coincide col rumore o il disturbo, ma li comprende e, con loro, comprende anche percezioni e comunicazioni ben formate. Essa è costituita da un substrato mediale o medium (luce, aria, creta e così via) al quale la sorgente ha dato una certa forma (immagine, suono, scultura, parola, scrittura ecc.). Il substrato mediale è una qualsiasi cosa che possa essere manipolata (modellata nella forma) dalla sorgente e che il destinatario possa percepire con i suoi organi di senso. La forma è il modo in cui il substrato mediale viene manipolato, o meglio il risultato della manipolazione che la sorgente fa del substrato stesso (creta modellata in una statua, aria modellata in parole, inchiostro modellato in lettere). La codifica consiste proprio in questo processo di manipolazione della forma. Che cosa può fungere da perturbazione, dunque? Qualsiasi substrato mediale al quale la sorgente possa dare una certa forma e che il destinatario possa percepire con i suoi sensi. Se si escludono i casi di rumore e disturbo (in cui la perturbazione resta percepibile dal sistema senza però che questi vi riconosca una forma precisa, cioè una cosa o un messaggio, perturbazione vuol dire solo che il medium viene modellato dalla sorgente secondo una certa forma (svolta nello spazio, come ad esempio un quadro o una frase scritta, o nel tempo, come per una frase parlata o una musica) riconoscibile dal destinatario: è, quindi, un termine astratto che il destinatario può specificare, a seconda dei casi, o come segnale (comunicazione) o come esperienza (non comunicazione). Nel caso della comunicazione, se le regole (codice) tramite cui il medium viene modellato dalla sorgente sono a conoscenza del destinatario, e questi le applica per eliminare informazione dal segnale, allora la comunicazione ha successo al livello B (si ha comprensione). Il termine informazione, invece, indica il fatto che, da una parte la sorgente sceglie (codifica) il messaggio da inviare tra più messaggi per lei possibili, e dall’altra il destinatario lo interpreta (decodifica) tra più messaggi per lui possibili. Quanti più sono i messaggi possibili, tanto maggiore è l’informazione (cioè l’incertezza su quale sia effettivamente il messaggio). Quello che è importante notare qui è che l’informazione, sia come quantità che come qualità, è dipendente da sorgente e destinatario separatamente e non esiste (è indeterminata) al di fuori di essi, cioè non si può quantificare né qualificare l’informazione del destinatario conoscendo solo l’informazione della sorgente o viceversa (a meno di non avere conoscenze, cioè fare ipotesi, aggiuntive): e ciò a rigore vale anche per gli apparati ricetrasmittenti. Una comunicazione, quindi, non trasmette informazione (incertezza) dalla sorgente al destinatario, bensì consiste in un’operazione di riduzione compiuta da sorgente e destinatario ognuno sulla propria incertezza (informazione), operata indipendentemente sia dalla sorgente sia dal destinatario e guidata dalle rispettive aspettative sulle aspettative dell’altro (che costituiscono le ipotesi aggiuntive necessarie a eliminare la propria incertezza). Una comunicazione è ben riuscita quando diminuisce l’informazione (incertezza) del destinatario. Una comunicazione è mal riuscita quando aumenta l’informazione (incertezza) del destinatario. Anche qui vediamo come il trattamento inusuale del termine informazione possa aver contribuito a creare confusione: normalmente, infatti, si dice che una comunicazione è ben riuscita quando aumenta l’informazione del destinatario, ma in questo caso informazione ha il significato di significato, che è esattamente opposto a quello assunto dalla teoria dell’informazione di Shannon e Weaver. Per il nostro discorso ci interessano comunque di più gli aspetti qualitativi di quelli quantitativi dell’informazione. Essi riguardano in particolare la novità (inaspettatezza) e l’interpretazione (attribuzione di significato) di un messaggio, entrambi dipendenti dalle aspettative di chi lo riceve. Un messaggio non rappresenta una novità e quindi non ha alcun valore informativo, quando non disconferma alcuna aspettativa del destinatario. Rappresenta invece una novità, ovvero ha valore informativo, quando contraddice le aspettative di chi lo riceve. Tale valore sarà azzerato non appena l’effetto di novità (disconferma delle aspettative precedenti) verrà o assorbito dal sistema di aspettative del destinatario o isolato da esso come caso eccezionale. L’interpretazione è proprio quel processo mediante il quale viene eliminata la novità del messaggio, riportandolo al sistema di aspettative (consolidandole o mutandole) o isolandolo simbolicamente (quando non si vuole mutare il sistema di aspettative o non si riesce a tradurre l’evento in una aspettativa chiara).
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