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Sentenza
La sentenza, o massima, è un luogo comune che si presenta come norma generalizzabile e che, pertanto, può essere riferita al tema specifico del discorso sia come prova argomentativa che come ornamento. Pur non provenendo necessariamente da una tradizione testuale, la sentenza ha un carattere di citazione che dipende dal suo status di luogo comune, di sapere socialmente elaborato e condiviso. Dal punto di vista della sua formulazione linguistica, la sentenza ha solitamente uno stile conciso, ellittico e funzionale alla memorabilità di un enunciato che aspira a validità universale (ad es. dura lex, sed lex, la legge è dura, ma è sempre legge). Dal punto di vista della formulazione linguistica, essa può assumere i caratteri dell’asserzione (ad es. Nessun maggio dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria, da Dante Alighieri), dell’interrogazione o dell’esclamazione retorica (ad es. o umane speranze cieche e false!, da Petrarca) o dell’esortazione (ad es. Studisi ogni giovane altrui; che rade volte il ben senza il suo premio fia, dall’Orlando Furioso).
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