Il wikibook ./Exploit the media

Navigazione

 ·   Indice del Wiki
 ·   Categorie
 ·   Elenco delle pagine
 ·   Pagine senza categorie
 ·   Pagina casuale
 ·   Cambiamenti recenti
 ·   RSS
 ·   Atom
 ·   Link che puntano qui

Utenti online:

Cerca:

 

Crea o cerca pagina:

 

Visualizza Stili di comunicazione e comunicazione indiretta

Stili di comunicazione e comunicazione indiretta

Per scelta stile si intende la tendenza a privilegiare un modo di esprimersi e di relazionarsi piuttosto che un altro, che può essere utile in alcune circostanze e disfunzionale in altre. Esistono diversi stili di comunicazione:
1.  stile passivo, caratterizzato da un atteggiamento di minimizzazione delle proprie posizioni e dalla rinuncia a esprimere le proprie idee. Lo stile passivo può essere utile quando non abbiamo intenzione di dedicare energie e ci fidiamo dell’interlocutore;
2.  stile aggressivo, caratterizzato da atteggiamenti tesi a mostrare la superiorità di chi parla nei confronti del suo interlocutore. Nello stile aggressivo c’è la tendenza a ipervalutare se stessi e a sottovalutare gli altri. Lo stile aggressivo può essere utile quando vogliamo far valere i nostri diritti;
3.  stile manipolativo, caratterizzato da atteggiamenti tesi a raggirare l’altra persona con l’intenzione di ottenere una risposta a proprio vantaggio. La manipolazione porta ad alterare le informazioni, a trasmetterle in modo parziale, non pertinente o congruente, a privilegiare ambiguità espositive. La manipolazione delle emozioni riguarda l’adozione di comportamenti di seduzione, di dissimulazione dei propri sentimenti, emozioni e pensieri tesi a ottenere qualcosa dall’interlocutore, che crede invece alla veridicità di quanto dichiarato. Lo stile manipolativo può essere utile quando abbiamo qualcosa da nascondere o da proteggere;
4.  stile assertivo, caratterizzato da atteggiamenti tesi a far valere le proprie opinioni, meriti, sensazioni, diritti, nel pieno riconoscimento e rispetto di quelli degli altri. E’ utile usare lo stile assertivo quando vale la pena instaurare un rapporto basato sul riconoscimento dei propri e altrui diritti.
A volte chi parla può voler dire ciò che esprime letteralmente; altre volte può voler sottintendere un contenuto opposto, come nel caso dell’ironia; altre volte ancora desidera inviare richieste implicite che spera l’interlocutore intuisca. In quest’ultimo caso, chi parla si avvale di atti linguistici indiretti, che consentono di ottenere la risposta desiderata senza esprimerla apertamente. Negli atti linguistici indiretti, chi parla comunica all’ascoltatore diversi messaggi contemporaneamente, fidandosi del bagaglio di conoscenze linguistiche e relazionali dell’ascoltatore, del suo intuito, della sua capacità di rispondere in modo empatico.  Alcuni tipi di messaggi indiretti studiati dai linguisti pragmatici sono:
1.  i postulati conversazionali, ovvero modi convenzionali, espressioni idiomatiche di porgere richieste che mascherano l’intenzione imperativa o di porre domande senza sembrare intrusivi;
2.  i presupposti linguistici, che sono la parte sommersa del discorso, in quanto stanno prima e sotto ciò che viene pronunciato, e fungono da fondamenta, in quanto sorreggono il sovrastante discorso manifesto;
3.  l’ambiguità, un elemento strutturale del linguaggio, ovvero la tecnica di esprimere più significati contemporaneamente;
4.  luoghi comuni e truismi, ovvero un complesso di affermazioni ovvie con cui si può intendere altro rispetto al detto.
Nell’ambito retorico, la metafora è una figura che esprime una similitudine consistente nel trasferimento a un oggetto del nome proprio di un altro, stabilendo un rapporto di analogia.  La metafora opera uno spostamento di significato attraverso una parentela di somiglianze.

Ritorna a Capitolo 1 La comunicazione: fondamenti