Visualizza Tecniche
Tecniche
Esistono differenti tecniche della comunicazione guerriglia
1. L’invenzione di informazioni false per la produzione di eventi veri è un metodo generalmente impiegato per svelare e criticare i meccanismi della produzione egemonica di immagini mediatiche e politiche della realtà. Per divulgare efficacemente un evento inventato serve un’istanza che goda di credibilità e autorità, che funga da (involontario) garante dell’invenzione: si deve utilizzare, o al limite inventare, il nome dell’autore o di un medium. Gli eventi ben inventati utilizzano temi che, nella determinata situazione politica o sociale, sono trattati in modo fortemente emotivo, ai quali si collegano timori e desideri. Quando le corrispondenti informazioni sono inventate e organizzate con un medium adatto, la creazione di eventi veri si delinea in modo completamente autonomo. Le notizie false non ammettono né consenso né dissenso. Corrodono il rapporto di fiducia che la politica cerca di instaurare. Lo stesso vale per i mass media.
2. In numerose pratiche di comunicazione-guerriglia è necessario perseguire i propri scopi con un travestimento che si serve delle forme, dei mezzi espressivi estetici e del linguaggio dominante: si agisce, così, con il camouflage, il tentativo di abbattere barriere comunicative con il travestimento e mettere la gente di fronte a un testo o a un’azione, alla quale altrimenti si sottrarrebbero fin dal principio. Quando viene inserita consapevolmente tensione tra forma e contenuto, un camouflage abile e spiritoso può raggiungere il suo scopo: abbattere le barriere comunicative ed essere ascoltato, nonostante la generale sazietà di informazione.
3. La produzione di falsi, o fakes, è una delle attività preferite dei guerriglieri della comunicazione. Un buon fake deve la propria efficacia al connubio di imitazione, invenzione, straniamento ed esagerazione del linguaggio del potere. Esso imita la voce del potere nel modo più perfetto possibile per parlare, dall’alto della sua autorità, per un limitato periodo di tempo, prima di essere scoperto (ad es. con la falsificazione di scritti ufficiali). Tuttavia, il falsificatore non vuole raggiungere un effetto materiale immediato, né procurarsi vantaggi personali. L’obiettivo è molto più alto: si vuole avviare un processo di comunicazione nel quale la struttura della situazione comunicativa presa di mira diviene argomento di discussione proprio in seguito all’intenzionale rivelazione delle informazioni. Il fake si rivela efficace nel corso del processo avviato dalla rivendicazione, con quella catena di smentite vere o false, magari integrate con altri fakes o falsificazioni. La produzione di fakes si muove spesso ai margini della legalità o al di là di questa.
4. Un efficace modo di procedere allo straniamento di determinate forme, contenuti o regole consiste nell’introdurre in modo sconvenientemente efficace in un contesto di esagerazione un’affermazione sovversiva, che finisce per produrre distanza dalle forme o dalle affermazioni utilizzate: con ciò l’evidente conferma si trasforma nel suo contrario. Di solito, non basta esagerare un comportamento normale: lo straniamento diventa più comprensibile quando la falsa persona agisce insieme a quella vera, o quando l’azione si riferisce all’oggetto falso. Lo straniamento attraverso l’affermazione sovversiva si basa, quindi, sul fatto che le persone sbagliate fanno il giusto, oppure che il giusto, più precisamente il normale, il prevedibile, avvenga in un momento sbagliato o in luogo inadeguato.
5. Il collage è un mezzo formale, sviluppato nell’ambito artistico (cubismo) e che originariamente mirava a confondere i naturali modelli di percezione della realtà. Nel collage, elementi dipinti e incollati non sono più distinguibili a prima vista. Oggetti materiali vengono collocati in un nuovo contesto e privati del loro senso originario, attraverso una diversa interpretazione e un utilizzo che ne altera il senso; analogamente, vengono riportati nell’opera d’arte significati e associazioni dall’esterno. Contrariamente al (foto)montaggio, nell’industria artistica la tecnica del collage non venne considerata un mezzo esplicitamente politico. Con i collages è possibile contrapporre a comunicazioni stampate di politici o istituzioni, testi e immagini che rompono o delegittimano la loro autorappresentazione. Mentre il collage lavora con l’estetica del fortuito, i montaggi sono forme mirate e consapevoli di agitazione politica. Le possibilità tecniche consentono al giorno d’oggi montaggi molto più esatti e quasi irriconoscibili: essi vengono utilizzati in modo particolare nel subvertising da diverse riviste europee dell’underground. Simili tecniche sono spesso importanti anche nel caso di invenzioni e fakes.
6. Per détournament si intende un metodo di straniamento che modifica il modo di vedere gli oggetti o le immagini comunemente conosciute, strappandoli dal loro contesto abituale e inserendoli in una nuova, inconsueta relazione. Questo metodo, noto come sampling nella cultura pop, viene utilizzato in ambito visuale soprattutto per mezzo di collages o montaggi; si possono però “détournare” anche concetti o frasi. Una forma diffusa del détournament è la parodia, nella quale l’estetica o il contenuto di un testo vengono strappati dalla loro relazione originaria, trasferiti in un altro contesto (di solito fino a quel momento criticato) e, quindi, ridefiniti. Attraverso il détournament di immagini, concetti e testi dell’estetica egemonica o dei discorsi del potere, se ne mostra e decostruisce la velata funzione ideologica, come sarebbe possibile attraverso testi esplicitamente analitici. Perciò i détournament sono un mezzo efficace per rendere visibile l’arbitraria costruzione sociale di categorie, come ad esempio il genere.
Ritorna a Comunicazione-guerriglia: principi tecniche e pratiche
Ritorna a Capitolo 8 Comunicazione-guerriglia