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Tommaso D’Aquino
Tra le prime riflessioni teoriche relative alla natura del segno, grande rilevanza assume il contributo di Tommaso D’Aquino (1221 ca. – 1274), per cui il segno in sé comporta un qualcosa che ci sia manifesto, dal quale siamo condotti per mano alla conoscenza di qualcosa di nascosto. Considerando in modo specifico i segni convenzionali, non è centrale la maggiore rilevanza del segno o dell’oggetto significato: è la convenzione di turno a stabilire, tra due oggetti, quale dei due sia segno e quale l’oggetto significato. Generalmente, l’uomo tende a considerare segno l’oggetto che coglie per primo e che costruisce l’altro nella mente. In una conversazione, il termine computer pronunciato da chi parla è segno in quanto induce nella mente di chi ascolta l’immagine dell’oggetto che vi facciamo corrispondere, senza che questo sia necessariamente presente nel contesto in cui ci si relaziona.
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Ritorna a Capitolo 1 La comunicazione: fondamenti