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Trasmissione dei memi
Secondo Lynch esistono varie modalità di diffusione delle credenze attraverso una trasmissione adeguata, puntando l’attenzione sul ruolo giocato dagli ospiti affetti da memi più virulenti. Questi modi sono: fecondità parentale, efficienza parentale, proselitismo, modi preservativi, avversativi, cognitivi e motivazionali. La popolazione infestata è l’insieme delle persone che ospitano una determinata idea.
1. Con la fecondità di parentela, qualunque credenza influenza i suoi portatori ad avere più prole di quanta ne avessero senza condividere quella idea. A causa della particolare ricettività dei bambini per le idee dei genitori, un aumento della prole incrementa il numero previsto di portatori di memi.
2. Nell’efficienza dei genitori, il puro fatto di avere bambini non può garantire che ognuno di essi condivida le credenze dei genitori. Alcune credenze effettivamente incrementano le loro probabilità di accettazione, influenzando il numero dei bambini che l’adottano imitandola dai loro genitori.
3. Nel proselitismo, i contagi del pensiero si diffondono più velocemente con il metodo propagandistico. Generalmente colui che ospita l’idea di proselitismo, la passa non solo ai propri figli, ma anche ad altre persone. E il vantaggio di una tale diffusione è fornito dalla maggiore velocità di propagazione rispetto a quella più rallentata del raggiungimento della maturità mentale dei bambini. Addirittura, un’idea che si diffonda attraverso proselitismo potrebbe raddoppiare la sua popolazione ospite in meno di un anno. Tale tipo di contagio diviene autolimitante nel momento in cui la crescita della popolazione ospitante rende esiguo il numero di coloro che non la condividono. In un simile caso, la propaganda non può più ottenere molti nuovi adepti. Ciò produce dei cicli in cui i movimenti di proselitismo che hanno successo perdono efficacia, innescando fasi esplosive per la comparsa di vecchi movimenti rinnovati o di gruppi del tutto nuovi.
4. Con le credenze che preservano, le idee influenzano i loro portatori a condividerle per lungo tempo. Si tratta di una sorta di immunizzazione procurata da alcune credenze nei confronti dei loro memi competitori o di pericolose alternative, che potrebbero persuadere gli ospiti ad abbandonare le loro attuali convinzioni. E’ possibile definire tale strategia come l’opposto del proselitismo, in quanto tende a mantenere il proprio portatore lontano da qualunque possibilità di accoglienza di nuovi memi.
5. Nel sabotaggio della competizione se ogni movimento propagandistico produce una forte resistenza, i contesti memetici giungono ad una fase di stallo. Una tale eventualità non si verifica spesso, poiché la modalità avversativa dispone le idee a rafforzare la loro abilità di diffusione attraverso la violenza e l’offesa. E’ questo il caso delle conversioni coatte. Il vantaggio della replicazione avversativa si presenta solo quando l’azione aggressiva risulta dagli stessi memi poiché solo allora essa favorisce un movimento rispetto agli altri. Comunque, antagonismi di altri tipi possono verificarsi anche tra credenti unanimi, senza ottenere però vantaggi memetici.
6. Nel vantaggio cognitivo, un’idea che appare ben fondata alla maggior parte delle persone che la condividono, può indurre coloro che non la ospitano ad adottarla e i suoi ospiti a rafforzarla. Questa convinzione percepita dalla maggioranza può fornire l’idea di un vantaggio cognitivo. Naturalmente non è detto che la maggiore diffusione garantisca la veridicità di quella idea. Ad ogni modo, idee simili in genere si diffondono più passivamente di quelle che enfatizzano le altre modalità di propagazione. Infatti, più che sulla programmazione attiva del comportamento adottato dall’ospite, il contagio della credenza dipende soprattutto dal complesso di tratti cognitivi condivisi dalla popolazione. Si può dire dunque dire che l’idea diffusa in modo cognitivo viene propagata e non che si propaga da sé. Il vantaggio cognitivo svolge un ruolo importante anche per le altre modalità già elencate. Il fatto di percepire un’idea come convincente, determina largamente la possibilità di adottarla dopo averla ascoltata e di continuare a condividerla dopo la sua iniziale adozione.
7. Le idee possono anche ingombrare la loro popolazione ospite secondo una modalità motivazionale, ovvero perché esiste qualche motivo per farlo, o perché ci si aspetta di vivere meglio con portatori di quelle credenze. Più alto sarà il numero di coloro che intendono condividere un’idea particolare, più decisamente essi lo vogliono, maggiore si rivelerà il suo vantaggio motivazionale. Come in quello cognitivo, così in questo motivazionale, le idee non si autopropagano in senso stretto: piuttosto esse offrono un ruolo di supporto alle altre modalità di diffusione.
I contagi del pensiero hanno impatto sulla creazione di nuove idee, in quanto queste spesso derivano da credenze preesistenti. Ciò avviene generalmente attraverso l’alterazione, l’arricchimento o la fusione di nozioni già formate, anche se il più delle volte sono necessari ulteriori elementi rispetto ad un pensiero precursore per poter generare una nuova idea. Ma non appena quel precursore si diffonde, le probabilità che qualcuno compia il salto creativo aumentano immediatamente. Infatti, i contagi delle credenze producono un risultato creativo a livello di popolazione. Inedite variazioni di un meme o complesso di memi emergono in proporzione alla maggiore propagazione di questi ultimi fra le persone. Anche il caso di ricombinazioni di vecchie idee in nuove credenze si verifica con una certa frequenza. Qualche volta i pensieri rimescolati contengono nuove implicazioni che producono idee del tutto nuove, mentre in altre occasioni credenze ricombinate di nuovo diventano nuovi contagi del pensiero, senza ulteriori sviluppi innovativi. Le idee che si diffondono più velocemente si incontrano con le altre molto più spesso, e in tal modo favoriscono il fatto che nuove combinazioni includano in modo selettivo l’idea più vigorosa che si era già propagata con successo. Se le credenze sono poi mutuamente compatibili una volta mescolate insieme, allora la comunicazione si diffonde ancora più velocemente come un gruppo unico di idee. Questo, a sua volta, potrà incontrarsi di nuovo più velocemente con ulteriori memi in fase di propagazione. Ciò aiuta a costituire elaborati complessi di memi che rafforzano la diffusione propria e quella di ciascun altro.
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