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Umberto Eco
Altro contributo rilevante, è quello prestato da Umberto Eco (1932), per cui la semiotica è la teoria della menzogna, posizione che si regge sulla distinzione concettuale esistente tra i segni naturali e quelli linguistici. I primi non possono che essere veritieri: il fumo, ad esempio, non può non indicare la presenza di fuoco. I secondi, invece, possono anche essere menzogneri, come quando si riferiscono a qualcos’altro che non esiste necessariamente. La frase Sei bellissima!, ad esempio, è una menzogna se chi la pronuncia lo fa con sguardo sfuggente e incrociando le dita dietro la schiena. La scrittura utilizza segni grafici che vengono trasmessi a distanza dall’emittente al destinatario. L’assenza di un rapporto vis-a-vis o di atteggiamenti che possano tradire stati d’animo, agevola la menzogna. Se la frase prima presa ad esempio, anziché pronunciata verbalmente, venisse comunicata in forma scritta, l’assenza di contatto diretto non permetterebbe di cogliere possibili stati d’animo esplicativi, favorendo la possibilità di menzogna.
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Ritorna a Capitolo 1 La comunicazione: fondamenti